Wedding Planner: leadership tutta al femminile?

Le 3 cose che devi assolutamente sapere se vuoi diventare un Wedding Planner
Le 9 regole d'oro per un matrimonio di successo

3 errori da evitare

Il mondo del lavoro è ancora oggi di impronta maschile e per le donne non è semplice arrivare alle posizioni di potere. Nel mondo, in Europa e anche in Italia, esiste ancora una grave disparità di genere nel lavoro e il gap aumenta se si pensano alle posizioni manageriali.

Secondo il Global Gender Gap Report 2018 del World Economic Forum, la percentuale di donne che partecipano alla forza lavoro rispetto agli uomini è diminuita a livello generale.
Il nostro Paese, secondo una ricerca della Fondazione Openpolis, ha i livelli più bassi di occupazione femminile nell’Unione Europea.

Ma attenzione sto per darti una grande notizia!

Il wedding planner è diventato una delle professioni più ambite in Italia.

Hai l’opportunità di vivere ogni giorno splendide storie d’amore, organizzare il giorno più bello della vita di una coppia, regalare felicità, gioie, sogni..
Chiunque vorrebbe fare questo mestiere!

Ma chi sono la maggior parte degli organizzatori di matrimoni?
La maggioranza sono donne, delle vere leader che gestiscono aziende, team e matrimoni. Un ruolo molto ambito ma complesso.

Eppure non se ne sente parlare MAI in questi termini, anzi si tende a sminuire e a renderla frivola…un mestiere fatto solo di fiori, nastri e confetti.

Spesso si sottovaluta questa professione e in molti ancora pensano che solo per aver organizzato il matrimonio della sorella o dell’amica possono definirsi wedding planner. Ahimè non è così, non ci si può improvvisare.
E’ importante iniziare con il piede giusto. Formarsi, acquisire le competenze necessarie è il primo passo per raggiungere il tuo obiettivo.

Se hai ancora due minuti, voglio raccontarti molto di più.
Se pensi che il wedding planner sia SOLO quello che hai visto in tv, allora quello che sto per dirti ti stupirà davvero tanto!

Sei pronto?

Iniziamo

La wedding planner è una manager del matrimonio. Il suo ruolo è di supportare e consigliare gli sposi nella scelta dei migliori fornitori, pianificare le tempistiche del matrimonio e gestire il problem solving dell’evento.

Ma non è finita qui. La wedding planner è un imprenditrice e una leader carismatica.

Wow Elisa! Ma cosa significa davvero?

Te lo racconto subito! La mia esperienza mi ha insegnato che la wedding planner è una professionista a 360:

  1. Deve gestire un team di collaboratori. Il successo del matrimonio è la forza del team, della squadra, il merito non è di certo solo della wedding planner come qualcuno vuole farti credere. Capire da subito questo concetto ti farà fare la differenza!
  2. Deve gestire la propria azienda a 360° gradi. Questo vuole dire avere competenze di business management per gestire la propria attività;
  3. Deve avere un approccio multidisciplinare. Deve conoscere diverse materie: marketing, comunicazione, branding, social media, amministrazione…e cercare di delegare i settori necessari alla crescita del proprio business;
  4. Deve continuare a formarsi nel tempo e non fermarsi MAI, questa è la regola per tutti gli imprenditori!

Tanta roba, vero? Una vera leadership al femminile!

Circa 10 anni fa, quando ho iniziato, non conoscevo questa definizione e soprattutto nelle aziende c’era un tipo di leadership molto diversa rispetto ad oggi.

Voglio partire proprio dalla mia esperienza, per raccontarti i 3 errori di leadership che anch’io ho fatto quando ho iniziato:

  1. Il primo errore che ho fatto è di avere un approccio freddo e rigido per avvicinarmi di più alla figura del leader maschile. Pensavo che utilizzando questo atteggiamento potevo sembrare più sicura, determinata e forte. Invece con l’esperienza e soprattutto dai miei errori, ho capito che l’elemento chiave di una gestione al femminile è al contrario l’empatia, perché consente da subito di creare una relazione di fiducia… Con il tempo ho capito che per me è semplice e naturale sentire le emozioni delle persone.
  2.  Il secondo errore che ho fatto è avere un atteggiamento distaccato e disinteressato, cercando di nascondere la mia sensibilità e dolcezza che con il tempo ho scoperto essere delle grandi qualità. Il timore era sempre lo stesso, sembrare fragile agli occhi degli altri.
  3. Ultimo errore che voglio raccontarti è stato davvero difficile da accettare. Ho sempre cercato di essere invulnerabile, pensavo fosse una dote importante nel business, invece ho scoperto che riconoscere e mostrare le proprie debolezze, il nostro lato umano è un grande pregio e valore.

Quello che la vita mi ha insegnato fino ad oggi è che imitare le caratteristiche della vecchia leadership maschile, non porta a nessun risultato, se non ad allontare le persone vicino a noi e a renderci antipatiche. Credo che nell’era del personal branding essere NOI STESSE può solo che premiarci, mostrarci per quello che siamo e non per quello che dovremmo essere è il nostro primo grande valore ed il nostro primo elemento differenziante rispetto ai competitor. 

Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e diventare migliore, allora sei un leader.”

John Quincy Adams

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